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#StefanoGugliotta avrà giustizia e #LuciaUva se non ci fosse bisognerebbe inventarla

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Condannati i 9 agenti che massacrarono di botte Stefano Gugliotta.

La notizia importante è che il giudice è andato oltre la richiesta del PM che per Leonardo Mascia, Guido Faggiani, Andrea Serrao, Roberto Marinelli, Andrea Cramerotti, Fabrizio Cola, Leonardo Vinelli, Rossano Bagialemani e Michele Costanzo aveva chiesto condanne da 2 ai 3 anni. Dovranno scontarne 4 e ancora più importante è l’interdizione dai pubblici uffici per gli stessi 4 anni, la condanna a pagare le spese processuali e il risarcimento di 40mila euro a Stefano.

Avrei molte domande da porvi per riflettere su quanto questa sia giustizia, ma per oggi mi limiterò a sentire sulla pelle questa leggera brezza, quella alla fine di una battaglia nella quale anche se hai vinto non ti senti come uno che ha vinto: ti senti comunque uno che ha perso ma che poteva perdere ancora di più.

Fatte queste considerazioni è ora di raccontarvi l’aneddoto della giornata, uno di quelli che riesce a raccontare meglio di qualsiasi altra cosa l’essenza delle persone di cui scrivo in questo blog.

Lucia Uva oggi è andata a Roma a tenere per mano Stefano alla lettura della sentenza. Nell’altra mano aveva il telefono con il quale mi informava di tutti gli sviluppi. Mi ha chiamata prima piangendo, raccontandomi della sentenza, poi mi ha richiamata, questa volta ridendo per raccontarmi l’ultima delle sue prodezze.

Dopo la lettura della sentenza, dopo le lacrime e gli abbracci, Lucia vede l’avvocato della difesa degli agenti allontanarsi. Mette il turbo e gli corre dietro, lo ferma, gli stringe la mano, lo ringrazia e si congratula per aver perso la causa.
Io ascolto incredula e scoppio a ridere ma sento in sottofondo durante la telefonata la voce di Raimonda, la giovane e bellissima mamma di Stefano Gugliotta che ci informa che quell’avvocato avrebbe già avuto un ruolo nel processo Aldrovandi.
Quindi chiedo chi sarebbe questo avvocato: Eugenio Pini.
Detto e googlato: Eugenio Pini, avvocato al servizio di Prima Difesa.
La mandibola casca per terra e mentre cerco di decidere se continuare a ridere per la performance di Lucia o smettere di stupirmi per le scelte dell’avvocato, torna tutto alla mente.

Giusto per rinfrescarvi la memoria:

Simona Cenni, presidente di Prima difesa (associazione privata di sostegno legale delle forze dell’ordine) è colei che si è beccata una querela insieme a Paolo Forlani (uno dei 4 agenti condannati per aver ucciso Federico Aldrovandi) per aver offeso sulla loro pagina facebook Patrizia Moretti e suo figlio Federico nei giorni seguenti la conferma della sentenza in cassazione. 

Quindi l’avvocato (che mi sembra anche un bravo avvocato, purtroppo) è al servizio di Prima difesa e oltre a difendere chi ha ucciso Federico Aldrovandi in appello, ha difeso gli agenti che hanno pestato Stefano Gugliotta e non vorrei sbagliare ma mi pare di capire che difenderà anche la Cenni per la querela e per non perdersene nemmeno uno, dovrebbe avere un ruolo anche nel prossimo processo che vede Lucia Uva accusata di diffamazione.

Detto questo,  le considerazioni da fare a questo punto sono 2:
1- Se gli avvocati sono sempre gli stessi, forse vuol dire che sono pochi quelli che accettano questi casi
2- Capite perché amo così tanto Lucia Uva?

Ora vado a chiamare Patrizia, perché questa devo proprio raccontargliela.

 

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