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#GiuseppeUva: Lucia Uva ha un problema e lo espone al PM Agostino Abate

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Giuseppe muore in circostanze da chiarire. Un Pm, Agostino Abate, viene incaricato di scoprire perché e soprattutto come.
Sei anni di un processo senza senso, in cui l’unico imputato è stato un medico innocente. Sei anni senza aver nemmeno interrogato l’unico testimone di quella nottata: Alberto Biggiogero, l’amico che era insieme a Giuseppe quella sera e che chiamò l’ambulanza dalla caserma.

Lucia Uva in questi sei anni ha rinunciato alla richiesta di giustizia, ha lottato solo per sapere la verità. Perché Lucia vuole sapere come e perché sia morto suo fratello, il resto sa che non riuscirà mai ad ottenerlo. E lo sa perché gli assassini di Federico Aldrovandi sono ancora in divisa.

Oggi Lucia ha un problema e lo espone in una lettera ad Agostino Abate (il PM a cui è stato tolto il fascicolo di indagine, finalmente),
Ecco la lettera di Lucia:

Lettera aperta al Dottor Agostino Abate

Dottor Abate, 
ora che finalmente sta iniziando quel percorso di giustizia tanto sperato in questi sei anni, mi ritrovo nella necessità di dover sottoporre alla sua attenzione un mio problema.

In questi sei anni ho speso gran parte delle mie energie e tutti i miei risparmi di famiglia, per contrastare una fallimentare linea di indagine smentita da sei giudici.
Era evidente sin dall’inizio che mio fratello non fosse stato ucciso da un medico, lo era per tutti noi, tranne che per lei.
Se lei avesse prestato ascolto al parere degli altri giudici, dei numerosi periti intervenuti e di quello che abbiamo sostenuto come parte civile in causa, oggi né io né lei saremmo in questa situazione.

Ricorda, per esempio, quella volta che le portai i pantaloni insanguinati di Giuseppe chiedendole perché non fossero inclusi tra le prove?
Ricorda di aver detto che secondo lei quella enorme macchia fosse di pomodoro?
Secondo lei è giusto che io abbia dovuto pagare per dimostrare che quello era il sangue di mio fratello, come era evidente?

Per affrontare simili assurdità ho speso tutto quello che avevo.

Alla vigilia del nuovo processo che indagherà sulle reali cause della morte di mio fratello Giuseppe mi ritrovo senza soldi e senza forze.
Nessuno potrà restituirmi mio fratello, il tempo e la vita perduti in questi lunghissimi sei anni, tutto per ritrovarmi al punto di partenza.

La ritengo personalmente responsabile dello stato in cui mi trovo, delle difficoltà che ho dovuto e che dovrò affrontare e soprattutto del rischio che i veri colpevoli dell’omicidio di mio fratello la facciano franca grazie alla prescrizione.

Dottor Abate, ora capisce il mio problema?

Lucia Uva, sorella di Giuseppe Uva ucciso il 14 Giugno 2008 a Varese

 

Nell’attesa di una risposta potreste appassionarvi alla Web Series “Anatomia di un interrogatorio”. Ho raccolto qui tutte le puntate per facilitarne la visione per poi rendervi conto di come lavora Agostino Abate.
Si tratta della testimonianza resa (dopo sei anni) da Alberto Biggiogero al pm.
Buona visione

 

 

Ecco la prima puntata di “Anatomia di un interrogatorio” si intitola “L’ospitalità

Seconda puntata “Ahia!

Terza puntata: “La giusta interpretazione

Quarta puntata: “L’ossessione

Quinta puntata: “In-credibile

Sesta puntata: “Il reato minacciato

Settima puntata: “E’ l’ora

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